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6 mars 2010 6 06 /03 /mars /2010 10:46
Le cento parlate di tutta l'Emilia Romagna


Dialetto


Il testo è scientifico, quindi per affrontarlo occorrono pazienza e volontà di approfondimento. Proprio per questo ci sentiamo di raccomandarlo a quanti sono appassionati seriamente di dialetto. Per avere la consapevolezza della sua dignità storica, e per distinguere le (poche) cose buone dalle (molte) cattive che lo riguardano.

Fabio Foresti, autore di questo “Profilo linguistico dell’Emilia-Romagna” edito da Laterza nella collana dei “Manuali”, insegna Sociolinguistica a Lettere di Bologna e dirige la “Rivista italiana di Dialettologia”. Il suo biglietto di presentazione lo offriamo prima di citare una frase che tutti dovremmo mandare a memoria. Questa: dialetto ed italiano hanno la comune origine dal latino parlato. Oggi va invece di moda l’improvvisazione per cui dall’italiano si traduce in dialetto.

Foresti cita come cattivo esempio un testo del 1924-26, l’antologia ferrarese pubblicata in ossequio alla riforma Gentile. Qui si sostiene appunto che il dialetto deriva dall’italiano. Sono sciocchezze, spiega Foresti, che ritroviamo in scritti usciti a stampa anche nei nostri anni. Ne sono autori quelli che, aggiunge, si definiscono “cultori del dialetto”.

Costoro, osserva, contribuiscono spesso ad allontanare il dialetto dalla sua reale dimensione storica. Tramite false etimologie. Prendendo l’italiano come superiore modello di riferimento. E addirittura confondendo il dialetto con il gergo. Il dialetto non ha minor dignità dell’italiano.

In virtù di questo principio, se amate il dialetto e volete leggerne la storia regionale nel passato e la geografia nel presente, c’è soltanto da ascoltare la prosa di Foresti, semplice ed elegante. Gli sgulvanati senza gnorgnia si maseranno in qualche cantone per zavariare in pace, dopo aver quilato le cose necessarie alla casa, e giù a leggere le duecento pagine di Foresti. Che cita anche il nostro Sigismondo e la sua corte.

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Published by antonio montanari - dans Rimini
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