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2 février 2010 2 02 /02 /février /2010 15:43
Prodi rifiuta Bologna, ed accusa. L'ex sindaco Vitali: cambiare strada, basta arroganza e presunzione

 

Blog_prodi_02022010

Romano Prodi ha ottima memoria, recita bene la sua parte di padre nobile del Pd, parla cortesemente con i cronisti, telefona con affetto a Bersani, baci abbracci e tanto sorriso con tutti, ma poi arriva la stoccata, come in classico monologo teatrale.

A Marco Marozzi di "Repubblica" ha fatto un bilancio freddo e impietoso: "Nessuno ha mai avuto la pazienza di pensare all'Ulivo come ad un'occasione straordinaria, che aveva bisogno di fatica, capacità di costruire e aspettare".

L'argomento era una sua possibile candidatura a sindaco di Bologna, in sostituzione di quel Delbono dimessosi, che era stato una sua invenzione sia politica sia accademica. Prodi ha letto anche il malizioso retrogusto della proposta avanzatagli: ci hai dato il tipo che ci ha inguaiato, adesso arrangiato "mo" tu a cavar le castagne dal fuoco.

Prodi ha svicolato, facendo un discorso giusto, quello sull'Ulivo, in un'occasione in cui il problema dell'Ulivo, vecchio ormai ma sempre attuale, c'entrava poco. C'entrava soltanto per ricordare che, se oggi lo invitano a fare il sindaco di Bologna, è perché gli hanno sfilato da sotto il sedere la poltrona di presidente del Consiglio.

Un vecchio sindaco di Bologna Walter Vitali, ora con Franceschini, è raccontato nell'edizione bolognese di "Repubblica" da Mauro Alberto Mori. Il problema di Bologna è dato dalla rabbia e dallo sconcerto, ci vuole una risposta politica che non passa soltanto attraverso le candidature. Agli elettori bisogna fare "un discorso di verità": bisogna abbandonare "l'arroganza e la presunzione... e occorre avere l'umiltà di riconoscere che  c'è qualcosa che va oltre la vicenda giudiziaria che ha portato alle dimissioni del sindaco".

Un carissimo amico, ottimo osservatore e giornalista, mi scrive: "In questo paese manca la politica, quella vera, con la maiuscola. Si è applicato un meccanismo perverso per il quale chiunque voglia impegnarsi per il bene comune finisce emarginato. Ragion per cui i giusti e volenterosi, se non votati al martirio, fanno un passo indietro lasciando spazio a chi fa politica convinto di non far politica, quindi libero di brucare l'erba del vicino che, come sappiamo, è sempre più verde".

Ha ragione il "vecchio" Vitali, bisogna abbandonare "l'arroganza e la presunzione".

[02.02.2010, anno V, post n. 39 (1130), © by Antonio Montanari 2010. Mail.]

Divieto di sosta. Antonio Montanari. blog.lastampa.it
© RIPRODUZIONE RISERVATA[/COPYRIGHT]

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Published by antonio montanari - dans antoniomontanari
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