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6 février 2010 6 06 /02 /février /2010 15:41
Per l'occhio nero a Boffo, non corre rischi. Chi vorrà guardare che cosa bolle in pentola?

Blog.feltri.occhionero


Per il caso Boffo, il 22 febbraio Vittorio Feltri, direttore de "il Giornale", sarà ascoltato dall'Ordine dei giornalisti.
Feltri può stare tranquillo. La pubblicazione di quel falso documento relativo a Boffo "attenzionato" dalla polizia, non avrà conseguenze.

Per due motivi:
1. Gli Ordini professionali vivono dei loro iscritti, quindi sono portati in linea di massima a proteggerli. Quale mamma sana di mente divora le sue creature?
2. Feltri ha rovesciato la frittata. Con l'abilità di chi ha persino convinto Vittorio Messori, non certo cattolico "progressista".

Messori ha chiesto ("Stampa", 5.2.) "che la Chiesa renda finalmente pubblici gli atti del processo di Terni in cui è stato condannato Dino Boffo".

Tutto il resto che succede nei sacri palazzi, è grasso che cola per Feltri.
Feltri aveva fatto certe accusa. Per smentirlo si è mosso un cardinale, Giovan Battista Re ("è assurdo pensare che in qualche ufficio vaticano sia stata progettata tutta la messinscena", "Repubblica, 3.2.). Re ha rischiato il posto per il caso Wielgus, tre anni fa. Merita credito, ma c'è questo precedente (illuminante?).

Poi il papa, messo sul chivalà proprio dal caso Wielgus e poi da quello del vescovo lefebvriano Richard Williamson nel gennaio di un anno fa, "avrebbe" chiesto una relazione dettagliata sulla vicenda Feltri-Boffo.

Ieri, una voce ufficiale, il direttore della sala stampa vaticana, ha dichiarato: "E' ovvio che il papa sa".

Blog_boffo_feltri

Tutti sanno, ma nessuno parla. Per cui i giornali sono pieni di retroscena e confidenze raccolte qua e là.
Più vicini al vero, nelle notizie relative al "fuoco amico", sembrano i cronisti di "Repubblica".
Se mercoledì 3 febbraio hanno intitolato "Fra il premier e la Santa Sede congiura doppia su Avvenire", oggi sintetizzano la vicenda lasciando intravedere scenari inquietanti: "Governo e Santa Sede alle grandi manovre. Berlusconi offre un patto di non belligeranza".

Intanto "qualcuno" ha aperto un nuovo fronte, accusando Di Pietro per un certo assegno da 50 mila dollari... Mai riscosso! Di qui alle elezioni regionali ne vedremo delle belle. Anche per questo, Feltri può dormire tra due guanciali.

Circa gli Ordini professionali. Cane non morde cane. Una avvocata scrisse una lettera diffamatoria, penalmente perseguita. Fu assolta dal suo Ordine: lei aveva messo soltanto la firma, il contenuto offensivo era stato steso da un collega. Che però non è punibile perché non ha firmato. La logica fila... E poi ci chiamano il Paese del Diritto.
Per questo motivo scrissi alla ministra avv. Gelmini: "Se dovessimo stilare una graduatoria della pericolosità sociale, proprio per questo, (voi legali) rischiereste di finire in testa a tutti, anche a quelli che difendete...".

[06.02.2010, anno V, post n. 43 (1134), © by Antonio Montanari 2010. Mail.]

Divieto di sosta. Antonio Montanari. blog.lastampa.it
© RIPRODUZIONE RISERVATA[/COPYRIGHT]

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Published by antonio montanari - dans Informazione
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