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16 janvier 2010 6 16 /01 /janvier /2010 16:00
Ospite della Coop Fini teorizza. Berlusconi comanda

Rep.16_01_2010


Il presidente della Camera nel suo giro d'Italia politico ha fatto sosta in quella che un tempo si diceva la "rossa Bologna", ed è andato proprio "in partibus infidelium". Ovvero in una libreria della Coop.
Dove ha fatto l'elogio rivoluzionario del dialogo, da usare al posto della chiusura dietro il muro delle contrapposizioni.

Ovviamente, Fini è costretto a dichiarare queste sue idee per un semplice motivo. Deve differenziarsi ogni giorno di più dal gemello Berlusconi, che usa tutt'altri toni e registri.
Non sappiamo se, con un premier più docile verso l'opposizione, Fini sarebbe ancora più malleabile nei confronti del Pd, e sino a qual punto di cedimento 'sentimentale'. Al solo scopo di differenziarsi da colui che gli è capo nella cordata politica e detentore del segreto codice della cassaforte politica di palazzo Chigi.

Se un giorno Fini riuscirà ad impossessarsi di quel codice segreto, nulla sarà più come prima, e Berlusconi dovrà prendere la strada di Arcore come un pensionato qualsiasi. Ma non abbiamo dubbi. I numeri nascosti per aprire la cassaforte restano e resteranno nelle mani del cavaliere e dei suoi fidi custodi.

Fini girerà a lungo per l'Italia, vantando la necessità di guardare avanti, e non nello specchietto retrovisore della storia.
Ma il problema è che non ci sono soltanto gli specchietti retrovisori, ma pure quelli per le allodole. Questi ultimi sinora hanno funzionato a meraviglia, e Berlusconi li ha saputi usare con grande abilità.

La legge Bossi-Fini è ancora lì. Mentre Fini è andato più in là. Anche ieri si è vantato, ed a ragione, che grazie a lui la ministra Gelmini nelle scuole deve accettare, fuori del 30 % del tetto previsto, i bambini stranieri nati in Italia.

Sappiamo che nulla è eterno, e che ogni gioco è bello se dura poco. Quali tempi preveda Fini per defenestrare Berlusconi non sappiamo.
Il rischio fortissimo, è che prima di arrivare allo scopo resti schiacciato lui stesso dal peso che s'è messo sulle spalle, per compiere la missione salvifica della democrazia italiana.

La scena è seria, ma potrebbe finire nel modo più ridicolo, come spesso succede alla Storia, quando le vien voglia di far concludere comicamente certe vicende, se il protagonista recita confidando troppo nell'attesa del momento opportuno per agire, anziché aver il coraggio di scombussolare i giochi nella maniera più imprevista, in cui sta la saggezza da veri protagonisti. Insomma un bel veglione di carnevale mica è la solita serata passata al bar.

[16.01.2010, anno V, post n. 23 (1114), © by Antonio Montanari 2010. Mail.]

Divieto di sosta. Antonio Montanari. blog.lastampa.it
© RIPRODUZIONE RISERVATA[/COPYRIGHT]

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Published by antonio montanari - dans antoniomontanari
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