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24 janvier 2010 7 24 /01 /janvier /2010 16:53
Il caso di Bologna, città in crisi. Niente ideali, solo interessi, come diceva Craxi, 1990

Delbono_stampa



Lo aveva già sostenuto Craxi: mal comune mezzo gaudio. Nel caso, sarebbe stato più onesto dire: mal costume mezzo gaudio. Il 3 luglio 1992 Craxi alla Camera era stato chiaro: irregolare o illegale era "buona parte del finanziamento politico".
Due anni prima (3.5.1990), ce lo ricorda Barbara Spinelli stamani sulla "Stampa", aveva dichiarato ad Eugenio Scalfari su "Repubblica": "Non ci sono più ideali, si gestiscono interessi".

Oggi (2010) siamo ancora lì. Lo scandalo politico di Bologna, anche se non ci saranno risvolti giudiziari penalmente rilevanti, resta tale. Siamo senza ideali, "si gestiscono interessi". Con una differenza. Se allora i socialisti erano per il pci il simbolo della corruzione, oggi il pd resta sbigottito. Anche se è ridotto (formula di Ilvo Diamanti, "Repubblica") ad un "partito senza fissa dimora", che "non dà speranza", ed è guidato da un segretario le cui "parole non fanno male" a nessuno.

Il bolognese Edmondo Berselli ("Repubblica") è sbigottito. Del suo sindaco dice: "Lo qualificano come cattolico, viene dalla Margherita, sembra avere tutti i requisiti in regola per la moralità prodiana".
 Invece. Invece per colpa sua "sono le due Torri a crollare, il profilo della città, il senso di una diversità su cui si è formata l'immagine di Bologna". A dimostrazione che il pd "non è mai stato in grado di autogestirsi".

Sulla stessa lunghezza d'onda, e con una felicità di analisi da Milano illuminista e non "da bere", Dario Di Vico sul "Corrierone" parla della fine di un'era, con questo "sindaco di rito prodiano", costretto a litigare pubblicamente con l'ex morosa. Scrive Di Vico: "In città gli scettici dicono che Bologna non sia ormai capace di inventare più niente. Si è cancellata dall'Europa e si è relegata in provincia".

Dall'Ulivo è nato il sindaco con la morosa in carriera che lo ha sputtanato. "Vuol dire che dietro Prodi, e la sua pressoché intatta popolarità cittadina, c'è poco o niente", osserva ancora Di Vico. Non è la prima volta che qualcuno della covata del professore, gli fa lo sgambetto.

Scrisse una volta Federico Fellini: "Chi ha visto Bologna, ha visto il mondo". Oggi la città è ridotta al lumicino secondo Di Vico, oggi crollano le sue Torri per Berselli. Oggi il suo sindaco esce nelle fotografie con un sorriso da abatino settecentesco. Sarà colpa del cappotto nero e della sciarpa bianca. Sembra uno di quei libertini che una ne fanno e cento ne pensano. Guardando il baccano sollevato, rovesciamo il detto: cento ne ha fatte e neppure una l'ha pensata.

Foto, © by "Stampa".

[24.01.2010, anno V, post n. 31 (1122), © by Antonio Montanari 2010. Mail.]

Divieto di sosta. Antonio Montanari. blog.lastampa.it
© RIPRODUZIONE RISERVATA[/COPYRIGHT]

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Published by antonio montanari - dans antoniomontanari
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