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27 février 2010 6 27 /02 /février /2010 17:29
Commenti dei fogli moderati contro Berlusconi. Stefano Folli non fa più scuola



Per circa dieci anni i commentatori dei due massimi quotidiani moderati italiani, "CorSera" e "Stampa", hanno improntato i loro pastoni politici ai metodi di analisi introdotti da Stefano Folli, ovvero la ricerca dell'ago nel pagliaio anche in assenza del pagliaio, per poter salvare capra e cavoli.

Dove capra e cavoli erano il governo berlusconiano e il polo berlusconiano, mentre al demonio incarnato da Prodi, suoi alleati e seguaci, era attribuito il ruolo di causa di tutti i possibili mali italiani.

Adesso "CorSera" e "Stampa" hanno abbandonato i "metodi Folli" (appunto nel senso di Stefano, che ora si distende sotto "il Sole").
Per il quotidiano di Torino, è stato un fatto provvidenziale la nomina di Augusto Minzolini a direttore del TG1. Per questo evento, non ha dovuto più scrivere le sue simpatiche confessioni in cui oltre a raccontare la grandezza del sistema berlusconiano, rivelava ogni giorno le nefandezze oratorie dell'opposizione.

Il massimo della simpatia riscuoteva presso di noi, il buon Minzolini, quando osservava a commento di una dichiarazione del cavaliere, che la risposta dell'opposizione avrebbe potuto essere quella che lui stesso, il buon Minzolini, immaginava.

Fortunatamente Minzolini non ha le venature dannunziane di Capezzone, ma purtroppo l'abitudine di assumere un tono perentorio a cui contribuisce molto, oltre la struttura retorica delle sue espressioni, anche il profilo del volto, con il cranio desolatamente privo non di idee ma di capelli.

Parlando di idee: ieri il TG1 ha lanciato una notizia con una parola che non risponde per nulla alla verità effettuale.
Lo strillo del sommario diceva: "Assoluzione" riferendosi al caso giudiziario dell'avvocato inglese. La notizia provvedeva a precisare che trattavasi invece di "prescrizione".
Il rimpallo tra "assoluzione" e "prescrizione" aveva con ogni evidenza una funzione pedagogica per instillare nell'ascoltatore la equiparazione non soltanto fra le due parole, ma soprattutto fra le due sostanze. Come a dire: "Oh, bischeri, guardate che se uno è prescritto, è perché gli è innocente".

Prosegue nel post precedente.

[27.02.2010, anno V, post n. 60 (1151), © by Antonio Montanari 2010. Mail.]

Divieto di sosta. Antonio Montanari. blog.lastampa.it
© RIPRODUZIONE RISERVATA[/COPYRIGHT]

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Published by antonio montanari - dans Informazione
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