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  • : Storie, fatti e commenti a cura di Antonio Montanari
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5 décembre 2010 7 05 /12 /décembre /2010 17:34

Possiamo smentire la notizia diffusa da un capo di governo non straniero, secondo cui una certa barzelletta spinta (inadatta al nostro stile), gli sarebbe stata raccontata dal premier libico Gheddafi. Nulla di più falso. Chi ha presentato in Italia quella storiella è il comico Raul Cremona, apparso in una vecchia trasmissione di Zelig, riproposta da una rete digitale di Mediaset la sera di giovedì 2 dicembre, ad inaugurare in loco l'innovazione tecnologica della tv.
Non tutto ciò che si racconta è vero. E non tutto ciò che è vero si può raccontare. Oppure è stato mai raccontato. Ripeschiamo nella nostra memoria personale alcuni fatti che ci rimandano al tema molto discusso in questi giorni, non soltanto nel provinciale Stivale nazionale, bensì a livello planetario, per le rivelazioni di WikiLeaks: ovvero i servizi di spionaggio.
Rimini nel secondo dopoguerra, per la sua posizione militare nello scacchiere Nato (con l'aeroporto di Miramare), è stata sempre oggetto di attenzione particolare da parte di quegli stessi servizi che cercavano di mascherarsi nei modi più consueti. I giornali ad esempio non servono soltanto come fonti ai diplomatici ospiti, ma pure come strumento per influenzare l'opinione pubblica. Oppure quale paravento per nascondere una presenza sul territorio che non potrebbe essere altrettanto elegante se si mascherasse da rivendita di generi alimentari.
Sul tema ci sono due oscure storielle locali dimenticate. Prima. All'inizio degli anni Sessanta arriva al grattacielo la redazione di una effimera rivista il cui direttore dichiarava di voler mettere a Roma una telescrivente che sarebbe stata letta da una cronista ai colleghi di Rimini. Ovvero ignorava che un servizio di telescrivente si piazzava dappertutto via telefono. Come oggi succede per internet.
Seconda notizia. Alla fine di quegli stessi anni un foglietto locale senza capo né coda trova ospitalità a palazzo Fabbri, grazie ad un Centro studi che pagava affitto e pagine (curate da un massone) con testi filo-Usa. Poco tempo fa si trovava elencato quel Centro studi fra le operazioni politiche di un servizio segreto.
Altre notizie sono meno clamorose. La scomparsa di un vecchio collega riminese, fa ricordare che, per essere iscritto all'Albo professionale come corrispondente locale del foglio missino, egli a metà anni '50 salì a San Marino per dare del pataca ad un capitano reggente, finendo in quel carcere. Poi lentamente salì in Rai. In quota socialista. [1019]

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Published by antonio montanari - dans il Ponte Rimini
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