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7 février 2014 5 07 /02 /février /2014 17:25

Si fa presto a dire «Giorno della Memoria» e poi scordarsi di tutto, per il resto dell'anno. Troppo comodo ridurre i tragici ricordi del passato ad una cerimonia alla quale molta gente partecipa come se fosse un evento mondano qualsiasi.
Una vera «Educazione alla Memoria» dovrebbe realizzarsi come impegno culturale continuo, fatto non tanto di proiezioni cinematografiche (che affascinano ma non possono dire tutto), ma soprattutto di considerazioni sugli eventi accaduti anche prima dell'ultima guerra mondiale, per andare indietro nei secoli, e cercare di comprendere come ad esempio nasca l'odio verso chi non la pensa come chi gestisce il potere, sia quello della Chiesa o quello degli Stati.
E se poi si volesse essere anche un poco più pazienti ed intelligenti, bisognerebbe scomodare anche una piccola riflessione sul Male, sia quello Assoluto sia quello relativo.
Per arrivare a toccare sponde piene di scogli messi lì per nascondere il vero nocciolo del problema: dov'è l'origine di quel Male che troviamo nelle vicende di popoli diversi ed in fasi storiche tanto differenti tra loro?
A questo punto bisognerebbe ricordare scomode verità, come i roghi ecclesiastici nei confronti degli eretici.
Il 29 maggio 1416, avviene l'esecuzione di Girolamo da Praga, seguace di Giovanni Huss, bruciato vivo il 6 luglio dell'anno prima. Poggio Bracciolini ne scrive in una lettera a Leonardo Bruni, da Costanza il giorno successivo, 30 maggio 1416.
Girolamo è vissuto per trecentocinquanta giorni «in durissimis carceribus, in sordibus, in squalore, in stercore, in compendibus, in rerum omnium inopia».
La sua reazione costringe ad ascoltarlo: era venuto al concilio spontaneamente per scolparsi: «Addiderat insuper se sponte venisse ad concilium ad se purgandum».
Girolamo difende Giovanni Huss: nulla egli aveva sostenuto contro la Chiesa («ait nihil illum adversus Ecclesie Dei statum sensisse»).
Secondo Girolamo, Huss aveva soltanto lottato contro l'abuso dei preti, contro la superbia, il fasto e la pompa dei prelati: «sed adversus abusus clericorum, adversus superbiam, fastum et pompa prelatorum».
La descrizione della morte di Girolamo tra le fiamme si sintetizza in queste parole: «vir praeter fidem egregius», uomo egregio oltre ogni credenza, come traduceva Eugenio Garin.
«Memoria» è anche rileggere Poggio Bracciolini, ripensare a Giovanni Huss e Girolamo da Praga. Per stare dalla parte di chi era torturato o bruciato, e non dalla parte di chi accendeva i roghi.
Ma quante persone sono oggi disponibili a credere a siffatta «Educazione alla Memoria»?

Antonio Montanari
(c) RIPRODUZIONE RISERVATA

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Published by antonio montanari - dans Informazione
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