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21 février 2010 7 21 /02 /février /2010 17:32
Il Colle trema: e se eleggono presidente col televoto il principe ballerino e canterino?

Blog_sanremo


I 150 anni dell'unità d'Italia si avvicinano a grandi passi. Gli animi non sono però festanti. Tra i più attenti osservatori prevale una forte preoccupazione dopo l'esito del festival della canzone di Sanremo. Dove secondo è arrivato un erede di quei Savoia che nel 1861 acquistarono qualche gloria, e che poi nel corso del secolo passato ebbero ripetute occasioni per vergognarsi. Le colpe degli avi, nella Storia, ricadono inevitabilmente sugli eredi. Compresa la tessera P2 n. 1621 di suo padre, altezza reale. Il principe prima ballerino e poi canterino, ha precedenti poco confortanti, come una pubblicità per i sottaceti (2002).

Chi se lo può permettere, comincia dall'elogio delle olive verdi in salamoia e poi approda all'inno all'Italia amore mio. Passando magari attraverso la pretesa di finire al nostro Parlamento, marzo 2008. Quando l'erede dichiarò: "All'Italia non voglio chiedere niente, voglio solo dare". Allora gli scrivemmo: grazie del pensiero, ma non si disturbi. Da lui non volevamo allora e non vogliamo nulla adesso. Di lui non ci fidiamo. Lui forse non lo sa, ma fu un Savoia che si fece trascinare nella rovinosa guerra del 1940-1945, lo stesso re d'Italia che firmò le leggi contro gli ebrei nel 1938.

Signor cittadino Savoia, osammo nel 2008, resti nel suo vuoto pneumatico mentale dimostrato dal fatto che per rispetto verso quel bisnonno che insediò Mussolini nel 1922 (mai sentito parlare di "marcia su Roma"?) e che lo arrestò nel luglio 1943, non evita di stringere mani che non dovrebbero avere molta simpatia nei suoi confronti, quale ultimo erede di quella dinastia che tradì il duce. Come dicevano una volta i nostalgici della Buonanima. Ma lei dell'Italia conosce soltanto le notizie del campionato di calcio. Inutile spiegarle tante cose. Un solo invito allora le rivolgemmo, pressante cortese e soprattutto democratico: "Indietro, Savoia. Non c'è trippa per gatti".

Oggi, dopo l'esibizione sanremese, confermiamo quanto le indirizzammo due anni fa. Confortati dalla sua dichiarazione canora che suona una pretesa un po' azzardata anche per chi discende da magnanimi lombi: "Io credo nella mia cultura". Però sbaglia congiuntivi e condizionali. Se il voto sanremese le ha dato gloria al festival, il Colle può tremare davanti all'ipotesi che, mescolando politica e spettacolo, lei diventi un idolo da proporre alla poltrona di Capo dello Stato. Con un innovativo referendum popolare mediante televoto.

[21.02.2010, anno V, post n. 55 (1146), © by Antonio Montanari 2010. Mail.]

Divieto di sosta. Antonio Montanari. blog.lastampa.it
© RIPRODUZIONE RISERVATA[/COPYRIGHT]

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Published by antonio montanari - dans Informazione
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