Lundi 12 octobre 2009
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Negli Usa i comici sono considerati un "termometro del Paese" e non come da noi una minaccia alla
democrazia
Negli Usa i "comici della notte" sono "il termometro del Paese". In Italia sono considerati pericolosi nemici
del governo, i soliti comunisti da strapazzo.
I "comici della notte" americani non sono presi sottogamba dal loro presidente. Da noi talora sono licenziati, spesso e volentieri sono considerati dei mentecatti. E derisi, se non addirittura
compatiti come razza inferiore.
Obama premio Nobel, scrive Alessandra Farkas sul "CorSera" di oggi, è stato il più grande regalo che quei comici americani potessero avere. Non soltanto loro, ma pure i vignettisti dei
maggiori quotidiani degli Usa.
In Italia, ci vorrebbe un Obama. Così potremmo risparmiare penose tiritere. Ci scusi Ferruccio De Bortoli, un direttore che stimiamo.
Il suo editoriale sul "Corrierone" di oggi in risposta a Scalfari (che aveva controbattuto all'attacco dello stesso FDB contro "Repubblica"), ci conferma nella convinzione che in certo
giornalismo odierno si faccia troppa ricerca dell'ago anche in mancanza del pagliaio.
Ha ragione FDB nel richiamare Luigi Einaudi e nell'auspicare "una buona e corretta informazione".
Tale l'informazione può essere però, soltanto se non si considera chi scrive cose diverse da quelle del "Corrierone", un appartenente alla pattuglia che indossa una divisa e porta un elmetto.
FDB si smentisce nel suo fondo, ma lo fa con le migliori intenzioni "corrieresche", quando invoca come necessaria una "tregua".
Tregua tra un capo del governo che urla e sbraita da una parte. E dall'altra i giornali che debbono fare, aggiunge FDB "il proprio dovere, sino in fondo".
Ma questo "dovere" tocca soltanto a chi controbatte al presidente del Consiglio? I "suoi" giornali possono ovviamente seguitare a diffamare? Il caso del direttore di "Avvenire"
è nato fra le pagine del "Giornale" di proprietà del fratello del presidente stesso. Ed allora?
(A proposito di "buona e corretta informazione". Enzo Costa su "l'Unità" propone che i sondaggi di Pagnoncelli non mirino soltanto alle opinioni delle persone ma anche alla loro informazione sui
fatti. Ha ragione.)
FDB attacca, in una risposta di pagina 12, Scalfari per l'editoriale che considera "ingiusto ed insultante". FDB ricorda poi la condanna per quel termine "avvocaticchi" appiccicato ai legali del
premier. Onore al merito.
Ma Scalfari è impensabile come un esagitato predicatore domenicale che mira a trascinare le folle. Il primo passo verso un'informazione "buona e corretta" non dovrebbe essere proprio quello di
considerare lecito a chi la pensa diversamente di esprimere il proprio pensiero?
Il punto più caldo di Scalfari è quello in cui accusava il "Corriere" di essere "un giornale liberale ridotto a pietire un riconoscimento al merito dal peggior governo degli ultimi centocinquanta
anni di storia patria, Mussolini escluso". E ad attaccare "Repubblica".
Scalfari aveva anche citato un editoriale di Barbara Spinelli di qualche settimana fa. Noi ricordiamo bene quello di maggio, sulla "mala informazione": "Il cittadino è molto male informato, e la mala informazione
è una delle principali sciagure italiane".
FDB, come si è visto, cita Luigi Einaudi. Possiamo aggiungere che il grande scrittore e presidente della Repubblica chiamò una raccolta dei suoi scritti con il significativo titolo di "Prediche
inutili"?
La foto di Luigi Einaudi è del sito del Quirinale.
[12.10.2009, anno IV, post n. 293 (1013), © by Antonio
Montanari 2009. Mail.]
Divieto di sosta. Antonio Montanari. blog.lastampa.it
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Par antonio montanari
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Publié dans : Informazione
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Un saluto cordiale
Enzo Costa