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25 novembre 2009 3 25 /11 /novembre /2009 16:39
E dopo Berlusconi, scrive Panebianco, un lungo periodo di instabilità, appunto "in stile italiano"


Blog25112009stampa


Non si tratta di moda, ma "soltanto" di politica. L'editoriale del prof. Panebianco sul "CorSera" di oggi, trattando del tramonto del bipolarismo (quando Berlusconi uscirà di scena), fa fosche previsioni: ci sarà un lungo periodo di instabilità. Panebianco conclude che quel lungo periodo, ovvero un'altra interminabile "transizione", sarà appunto "in stile italiano".

Da sprovveduti lettori, in virtù dell'euro pagato per comprare il giornale e favorire la circolazione delle idee, ci permettiamo di osservare che il finale di Panebianco, è come uno di quegli annunci in calce alla puntata di un teleromanzo, che lasciano in sospeso lo spettatore... Che cosa succederà nella prossima trasmissione?

Il problema è che che Panebianco, mentre annuncia appunto la "prossima puntata", a chiare lettere presenta tutta la trama a venire: un lungo periodo di instabilità, "presumibilmente".

Lo slogan conclusivo dello "stile italiano", egregio professore, è troppo sbrigativo, e, come si diceva una volta, qualunquistico. Lei mette sullo stesso piano Pd e Berlusconi. Ha ragione.

Il 12 settembre scorso, ci è capitato di osservare che è fallito miseramente, sia a destra sia a sinistra, il tentativo di dare vita ad una cosiddetta terza Repubblica bipartitica. La seconda, aggiungevamo, è stata ipotizzata dopo Tangentopoli come rinascita con una nuova situazione politica.
La Repubblica bipartitica è qualcosa di più della Repubblica bipolare che ne doveva costituire l'anticamera.

Ma ciò che noi, sprovveduti lettori di giornali, vorremmo trovare nei giornali, è una diagnosi del "male italiano" più approfondito ed attento. Insomma, lo slogan dello "stile italiano" non spiega quello che vorremmo sapere per credere in un domani migliore. Dopo ogni politico che esce di scena, non ci deve essere il diluvio come unica prospettiva possibile.

Lei, prof. Panebianco, spiega che la fragilità della situazione politica italiana, "sta nel fatto che i suoi equilibri poggiano interamente sulle spalle di un uomo solo".
Ma questo fatto non è nuovo. Non è nato l'anno scorso. La situazione sta peggiorando giorno per giorno. Molti si stanno accorgendo soltanto adesso dei danni che il berlusconismo reale sta recando al Paese. Ma per onestà intellettuale, non diamo la colpa soltanto al cavaliere.

E' la vecchia storia della vittoria che ha molti padri, e della sconfitta che è sempre orfana. Berlusconi ha le sue "colpe" (politiche) ma anche gli altri suoi colleghi di governo e di opposizione non ne sono esenti.

Ovviamente, soltanto due "anime candide" (Casini e Rutelli) sono esenti dal peccato originale della politica nostrana. Le misteriose vie della Provvidenza potrebbero averle scelte sia per la glorificazione, sia per la loro (e nostra) dannazione.

[25.11.2009, anno IV, post n. 340 (1060), © by Antonio Montanari 2009. Mail.]

Divieto di sosta. Antonio Montanari. blog.lastampa.it
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Published by antonio montanari - dans antoniomontanari
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