Lundi 2 novembre 2009
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Non solo Br, ma pure Gelli e P2, con "ricatto e disinformazione", ovvero un metodo ed una logica politica
molto attuali
Domani esce in libreria il volume che Benedetta Tobagi ha voluto dedicare al padre Walter, ucciso dalle Br
il 28 maggio 1980.
Il "CorSera" di stamani ne offre un capitolo in
anteprima. C'è un passo che dal 1980 riporta ai nostri giorni: "...intorno alla loggia P2 sembra vigere da sempre la consegna di minimizzare e riportare tutto al silenzio, al più
presto".
Segue una testimonianza del giudice istruttore Giuliano Turone: "C’è un metodo. La logica che guida Gelli nella costruzione del suo archivio è quella del ricatto e della disinformazione".
Turone si riferisce a questo episodio descritto da Benedetta Tobagi: nel marzo 1981, "... tra i pochi e selezionati documenti che il maestro venerabile aveva impacchettato per portarseli
via" (e ritrovati "dentro alla valigia sequestrata nella ditta Giole di Licio Gelli, a Castiglion Fibocchi, vicino ad Arezzo"), c'è anche il volantino di rivendicazione dei terroristi che hanno
ucciso suo padre.
"Stava in una busta sigillata con la dicitura, molto generica, <Rizzoli - lettera Brigate Rosse>, insieme ad altre cartelle selezionate di documenti riservatissimi, riguardanti tra le
altre cose i piani di ricapitalizzazione e riassetto proprietario del gruppo Rizzoli - Corriere della Sera, elaborati nei primi mesi del 1980 da Bruno Tassan Din con Licio Gelli e l’avvocato
Umberto Ortolani".
Ricatto e disinformazione sono due vocaboli ancora di stretta attualità.
La foto di Benedetta Tobagi è © CorSera.
[02.11.2009, anno IV, post n. 319 (1039), © by Antonio
Montanari 2009. Mail.]
Divieto di sosta. Antonio Montanari. blog.lastampa.it
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Par antonio montanari
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