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7 janvier 2010 4 07 /01 /janvier /2010 16:02
La crisi? Lui l'ha prevista. Berlusconi l'aveva negata. Voleva far soffrire i petrolieri, ma non ce l'ha fatta



Tremolnti_esulta

Il ministro mistico esulta: "Avendo avuto la fortuna di aver previsto in anticipo la crisi, la priorità è andata alla conservazione dello Stato sociale".

Ci pizzichiamo le braccia per constatare la nostra capacità di reazione (siamo svegli o ipnotizzati...?). Ed osiamo dire che la previsione in anticipo della crisi non vale per il governo a nome del quale il ministro Tremonti parla.

Non usiamo parole nostre, per le cose che andiamo a dire. Riprendiamo da un articolo di Barbara Spinelli da noi citato nello scorso aprile. Secondo il governo Berlusconi la crisi era un fatto psicologico e non economico; la crisi era frutto di una disinformazione contro cui il premier era tentato di "intraprendere azioni dirette e dure"; infine, alla crisi sbandierata dall'opposizione ("il sistema comunista che vige ancora in Italia"), Berlusconi opponeva un gradimento da sondaggio del 66,7%.

Ed ora, confidando sulla smemoratezza degli italiani, Tremonti viene a raccontare che noi in Italia abbiamo avuto "la fortuna di aver previsto in anticipo la crisi"...?
Ovviamente non ci si rende conto del ridicolo. Viviamo in un marasma (senile?) confermato ieri da una falsa notizia sulla riduzione della tasse che sarebbe stata promessa via telefono ad alcuni fedelissimi europarlamentari dal cavaliere in persona, ma è che è stata immediatamente smentita dal portavoce ufficiale del capo del governo italiano, Paolo Bonaiuti.

Tremonti ci ha ormai abituato a tutto, per cui è colpa nostra se come cittadini lo prendiamo ancora sul serio, pur non avendo avuto specifica licenza dalle talpe milanesi della Santa Inquisizione (licenza che mai chiederemo, bastandoci la Costituzione).

Il 18 settembre 2008, l'impareggiabile ministro confidava ad Aldo Cazzullo che la crisi non era "la fine del mondo, ma la fine di un mondo". Stesso contenuto di un editoriale del 7 luglio 2008 a firma di Domenico Siniscalco: "Non siamo alla fine del mondo. Quasi certamente siamo alla fine di un mondo".

Nel febbraio 2009, Romano Prodi ha ironizzato: sono d'accordo con Tremonti per gli eurobond, "Li avevo proposti sul Financial Times parecchio tempo fa".

Di "Tremonti maoista mistico" abbiamo parlato quando a Rimini al meeting di CL ha offerto una nascosta citazione maoista, "Salvare il popolo, non le banche". Nel maggio 2008, Tremonti disse, di suo: i sacrifici non li faranno "i poveri", ma "le banche e i petrolieri". Non è stato ascoltato, forse lo hanno scambiato per uno di quei maghi dei fumetti e dei film di cui lui stesso aveva parlato da Rimini.

Oggi esulta: "La priorità è andata alla conservazione dello Stato sociale". Di cui né lui né Berlusconi sono padri. Fortunatamente.

**ARCHIVIO TREMONTI del blog**

[07.01.2010, anno V, post n. 8 (1099), © by Antonio Montanari 2010. Mail.]

Divieto di sosta. Antonio Montanari. blog.lastampa.it
© RIPRODUZIONE RISERVATA[/COPYRIGHT]

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Published by antonio montanari - dans antoniomontanari
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