Giorno per giorno

Dal 1999

il-rimino-copie-1.jpg

Présentation

antoniomontanari

Jeudi 5 avril 2012 4 05 /04 /Avr /2012 17:49

In Toscana si preparavano alle cerimonie ufficiali per il centenario (6 aprile) della morte di Giovanni Pascoli, celebrato in pompa magna a Barga.
Nella Romagna solatìa dolce paese, di Zvanì si ricordavano a bocca storta alcune cose, per etichettarlo come il Vecchio Poeta, e lodare qualcun altro (appena) passato nel mondo dei più.

È successo, per essere precisi, con la scomparsa di Elio Pagliarani, di cui un altro collega poeta (ci si scusi l'iniziale minuscola), Sergio Zavoli, diceva che Pagliarani appunto aveva rifiutato ogni "poetica ridondante, sentimentale e fanciullina".
Poi nella nostra Rimini è arrivato l'assessore provinciale alla Cultura Carlo Bulletti, con un esemplare comunicato da tramandare ai posteri per l'incipit di rara presunzione: "Non tutti sanno che...". E l'assessore, pure lui, se la prendeva con le parole fanciulline, evocandole attraverso richiami precisi come il "linguaggio aulico" e lo "stucchevole lirismo".

Pascoli nel 1897 pubblica un saggio, "Il fanciullino", in cui spiega le sue idee sulla Poesia, mica si mette a cantare canzonette da asilo-nido.
Roberta Cavazzuti in un volume (2004) della collana dedicata alla storia della Letteratura italiana diretta da Ezio Raimondi per la Bruno Mondadori, riassume in maniera mirabile quelle idee.
La novità di Pascoli si può sintetizzare con questa frase della Cavazzuti: "Il poeta coincide con il fanciullo che è in ognuno di noi, non solo in qualche uomo superiore, privilegiato...".
Da non tralasciare un altro passaggio fondamentale: "la poetica pascoliana ripudia" sia la retorica di Carducci sia la dannunziana liturgia della parola.

Bastano queste due brevissime citazioni per comprendere che l'esperienza pascoliana (con tutti gli annessi e connessi storici), è qualcosa di più di un'etichetta di comodo con la quale porla nel dimenticatoio, per privilegiare i meriti di chi è venuto dopo.
Meriti che non mettiamo in discussione, a patto che non li si spedisca in ridicola concorrenza con quelli di chi ha vissuto altre e più lontane epoche.
Zvanì non è un Vecchio Poeta da rinchiudere in soffitta per cedere posto ad altre Glorie più recenti.
Nelle storie della Letteratura, c'è posto per tutti quanti sono scomparsi dal palcoscenico della vita.
Lasciate che a sbranarsi siano i contemporanei vegeti che ambiscono alla pretesa di esserne unici protagonisti. E che, con tutti i mezzi, cercano di realizzare un loro sogno da inutili superuomini.
Antonio Montanari

Par antonio montanari - Publié dans : antoniomontanari
Ecrire un commentaire - Voir les 0 commentaires
Lundi 23 août 2010 1 23 /08 /Août /2010 16:16
«Non bisogna scherzare troppo coi contemporanei: in genere si rivelano pericolosi» (Enzo Biagi).




È il 1938, l’anno prima della partenza di Federico Fellini alla felice conquista di Roma. Siamo al caffè Commercio di Rimini, sul corso d’Augusto, popolato di molti studenti ai tavoli del tresette e di qualche spia del regime che guarda ed ascolta.
Fellini entra glorioso e leggero come uno dei suoi personaggi, e si avvicina ad alcuni amici dicendo a voce alta: «Quando andate a fare le bombe al fiume?».
Nessuno di quei ragazzi andava «a fare le bombe al fiume», ma aveva cominciato a deridere il regime con una certa serietà.
Fatto sta che qualche anno dopo, i primi ad andarci di mezzo, cioè in galera, furono quelli che quel giorno, davanti all’ilare compagno di gioventù, giocavano a carte ad un tavolo del caffè Commercio.
Par antonio montanari - Publié dans : antoniomontanari
Ecrire un commentaire - Voir les 0 commentaires
Vendredi 6 août 2010 5 06 /08 /Août /2010 16:22
Incubo

Incubo da profezia.

Par antonio montanari - Publié dans : antoniomontanari
Ecrire un commentaire - Voir les 0 commentaires
Jeudi 5 août 2010 4 05 /08 /Août /2010 16:49

Crisi di un governo, crisi di un sistema


Blog.statua_berl

Lo aveva previsto, Giuseppe De Rita ("CorSera", 15.8.2009), che si avvicinava la fine del berlusconismo. Adesso ci siamo.

Resta il problema fisico, dove c'è un vuoto arriva qualcosa che riempe. De Rita citava come esempio Alcide De Gasperi che nell'inverno fra 1938 e 1939 diceva: "Stiamo preparando qualcosa di nuovo per quando Mussolini cadrà".

Nel 1939 c'era De Gasperi. Altri tempi, altre tempre. Oggi la partita a briscola se la giocano in tre, Fini Casini Rutelli. Di giganti neppure l'ombra, sono tipetti allenati e furbetti. Il quarto uomo chi sarà? Comunque, non ci aspettano tempi allegri.

Dove ha sbagliato De Rita, è stato nel far dipendere la fine del berlusconismo dalle regionali. Ossia, ci ha preso che il cavaliere avrebbe avuto meno voti, però la crisi attuale non dipende da quel voto. La cosa, dal punto di vista costituzionale, è ancora più seria, per non dire grave. La crisi di un governo, si presenta purtroppo come crisi di un sistema politico. Teniamoci forte, perché l'estate non porta mai buoni consigli alla democrazia in Italia.
Par antonio montanari - Publié dans : antoniomontanari
Ecrire un commentaire - Voir les 0 commentaires
Mercredi 4 août 2010 3 04 /08 /Août /2010 10:15
Par antonio montanari - Publié dans : antoniomontanari
Ecrire un commentaire - Voir les 0 commentaires

Calendrier

Mai 2012
L M M J V S D
  1 2 3 4 5 6
7 8 9 10 11 12 13
14 15 16 17 18 19 20
21 22 23 24 25 26 27
28 29 30 31      
<< < > >>

Derniers Commentaires

Recherche

Meteo Sat Corsera

Créer un blog gratuit sur over-blog.com - Contact - C.G.U. - Rémunération en droits d'auteur - Signaler un abus - Articles les plus commentés