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17 décembre 2009 4 17 /12 /décembre /2009 17:00
Il minimalismo giuridico di D'Alema per salvare Berlusconi dalla legge



Speculari fra loro, ha detto D'Alema, sono i populismi di Di Pietro e di Berlusconi. Tutto vero. E forse c'è qualche motivi terra a terra che sfugge a chi vola in altro come Baffino. Non per nulla Berlusconi avrebbe voluto, temporibus illis, Di Pietro come suo ministro.

D'Alema era l'unico che, partendo da queste premesse, avrebbe potuto ricordare come il consorzio umano si regga sul «contratto sociale». Ricorre invece alla logora formuletta del bene comune. Che la politica governativa del centro destra ha utilizzato per favorire gli interessi privati a scapito di quelli pubblici.

D'Alema potrà essere insignito, pertanto, del titolo di  riformista antimassimalista, che tanto piace al prof. Panebianco.

Non per nulla, D'Alema si augura il teologico «male minore»: una leggina ad personam per salvare il premier, anziché rischiare di «liberare centinaia di imputati di reati gravi».

Quello che si dice il minimalismo giuridico, di chi dimentica lettera e spirito della Costituzione.

[17.12.2009, anno IV, post n. 357 (1077), © by Antonio Montanari 2009. Mail.]

Divieto di sosta. Antonio Montanari. blog.lastampa.it
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17 décembre 2009 4 17 /12 /décembre /2009 16:31
... al prof. Panebianco su riformisti e massimalismi...



Una domanda al prof. Panebianco. Che oggi nel fondo sul "CorSera" si sbraccia a parlare di Bersani come di «un leader riformista forte e vero», capace di far uscire il Pd dal «massimalismo antiberlusconiano».

La domanda è:  quell'assessore di un partito di governo che guida la Lombardia, quando sostiene che gli omosessuali vanno garrotati con una cinghia bagnata da far asciugare al sole per far scoppiare il cervello del condannato, ovviamente non ha problemi di «massimalismo», ma da che cosa è afflitto?

Dato che Panebianco sostiene che soltanto «la leadership può ridare forza alla politica», allora l'assessore della garrota ne è dotato?

Se sì, allora può persino aspirare a guidare l'Italia?

Prof. Panebianco, non pensa che quell'assessore della garrota per gli omosessuali sia afflitto da qualche «massimalismo»? Lo vogliamo chiamare «massimalismo di governo»? Per il quale sarebbe necessario trovare dunque una specie di Bersani, ovvero «un leader riformista forte e vero»?

[17.12.2009, anno IV, post n. 356 (1076), © by Antonio Montanari 2009. Mail.]

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17 décembre 2009 4 17 /12 /décembre /2009 15:29
Italiano furbo, diciamo. Italiano ladro, dicono fuori dei confini



Più di due milioni di «immobili fantasma» scoperti dal Catasto. Grazie ad Internet.

Occorre una legge per rendere inutilizzabili questi accertamenti. Chi frega lo Stato ha diritto ad essere lasciato in pace. Internet non può arrogarsi il diritto di cancellare la premiata categoria dei furbi. Che all'estero traducono in ladri.

[17.12.2009, anno IV, post n. 355 (1075), © by Antonio Montanari 2009. Mail.]

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16 décembre 2009 3 16 /12 /décembre /2009 17:28
Fra un semplice cittadino ed un politico



Se un cittadino dice di un altro cittadino ciò che Cicchitto ha detto in Parlamento di giornali e giornalisti, è perseguibile ai sensi di legge.

Un politico, no. Perché dà un giudizio politico.

I politici pretendono pure l'immunità per rubare le galline o per uccidere le amanti?

Di questo si tratta, e non di altro, come invece ci raccontano.

Legge cost. 29 ottobre 1993, n. 3
Modifica dell'articolo 68 della Costituzione
Art. 1. L'articolo 68 della Costituzione e' sostituito dal seguente:
"Art. 68. - I membri del Parlamento non possono essere chiamati a rispondere delle opinioni espresse e dei voti dati nell'esercizio delle loro funzioni.
Senza autorizzazione della Camera alla quale appartiene, nessun membro del Parlamento puo' essere sottoposto a perquisizione personale o domiciliare, ne' puo' essere arrestato o altrimenti privato della liberta' personale, o mantenuto in detenzione, salvo che in esecuzione di una sentenza irrevocabile di condanna, ovvero se sia colto nell'atto di commettere un delitto per il quale e' previsto l'arresto obbligatorio in flagranza.
Analoga autorizzazione e' richiesta per sottoporre i membri del Parlamento ad intercettazioni, in qualsiasi forma, di conversazioni o comunicazioni e a sequestro di corrispondenza".

[16.12.2009, anno IV, post n. 354 (1074), © by Antonio Montanari 2009. Mail.]

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14 décembre 2009 1 14 /12 /décembre /2009 17:20
Un saggio di Anna Falcioni: il lusso di un principe umanista per l'immagine politica, ed i fermenti di ribellione nel popolo

 


E sotto il vestito, ci sono le storie della società. Dovunque e sempre. Anna Falcioni (docente di Storia medievale ad Urbino), lo spiega con attenta cura parlando della moda di corte al tempo di Pandolfo III Malatesti (1370-1427), signore di Fano.

Da una parte il principe considera «necessario offrire ai sudditi lo spettacolo sontuoso della sua auctoritas». Dall'altra, ci sono «fermenti di ribellione e tumultuose correnti di mobilità sociale» che si contrappongono all'ideale politico «di una società ordinata ed organizzata gerarchicamente».

Dunque, l'abito fa il principe. Gli inventari che si possono leggere tra le antiche carte malatestiane, non sono aridi elenchi (non diciamolo mai, anche per non essere giustamente scomunicati da Umberto Eco), ma tracce che compongono alla fine un preciso ritratto di quella società: con artisti di pregio che lavorano per il signore, e con suoi investimenti cospicui per costruirsi un'immagine politica con cui competere con gli altri principi.

Non sempre i bilanci permettevano grosse spese. Ed allora si andava a prestito, come nel 1427, quando Pandolfo si rivolge a Venezia. Ed anche questi soldi hanno il loro odore politico. Pandolfo passa dai Visconti alla Serenissima: in cambio di buone «condotte», ovvero ingaggi militari, utili per coprire «le spese del dispendioso mecenatismo» malatestiano.

Le 80 pagine di Anna Falcioni («Il costume e la moda nella corte di Pandolfo III Malatesti», Fano 2009) sono ricchissime di notizie che non riguardano soltanto abiti o gioielli, ma pure società e cultura di un'epoca che fa da ponte alla civiltà moderna.

Le spese maggiori («pare») riguardano cavalli e libri preziosi con annesso materiale scrittorio. Un'immagine ripropone un antico codice, il Sant'Agostino del «De Civitate Dei» conservato in Gambalunga a Rimini, ma eseguito a Pesaro tra 1417 e 1420 da Donnino di Borgo San Donnino.

Archivio.
Su Pandolfo III e la cultura si può leggere questo post "Tra Rimini e Manchester: Nicolò di Lira (1270-1349)".

[14.12.2009, anno IV, post n. 353 (1073), © by Antonio Montanari 2009. Mail.]

Divieto di sosta. Antonio Montanari. blog.lastampa.it
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12 décembre 2009 6 12 /12 /décembre /2009 17:21
Non appartengo a nessuna area politica. Faccio politica partecipando alla vita del Paese



Riassumo tutta la vicenda di cui mi sono occupato ieri per rispondere a due commenti ricevuti.

Il giorno 8 dicembre in un blog appare un post poi cancellato, ma che ho recuperato dalla memoria di Google (che mi aveva segnalato il mio indiretto coinvolgimento).

Cracas


Il blogger "A", circa la scelta della redazione della "Stampa" di collocare un post del blogger "B" nella selezione di prima pagina, la definisce "sbagliata".

Il blogger "B" risponde al blogger "A": "Io non ho mai scritto alla redazione de La Stampa per gli articoli di Antonio Montanari...".

A questo punto, l'Antonio Montanari sottoscritto può chiedersi che cosa c'entra nella discussione?

Ho difeso il blogger "B", scrivendo che non era stato lui a scrivere (fatto vero) alla redazione della "Stampa contro di me.

Il blogger "A" mi ha scritto oggi che non è lui "che s'è lamentato" di me. Ringrazio della precisazione che conferma il testo (estremamente civile) recuperato stasera dalla memoria di Google.

Il blogger "B" mi rassicura: "Stia certo che lei non apparterrà più neanche nei miei pensieri". Se la cosa gli fa piacere (infatti non mi legge per non turbarsi...), contraccambio con una precisazione. Il blogger "B" dice una cosa inesatta quando mi colloca in un'area politica precisa, a cui lui dichiara di non appartiene. Posso permettermi di garantire che io non appartengo a nessuna area politica, se il blogger "B" intende con ciò un'area partitica? Se per "politica" s'intende partecipare alla vita del proprio Paese, faccio politica e non me ne vergogno, pagandone sempre il caro prezzo della libertà ed indipendenza di giudizio.

Il blogger "B" mi fa la morale, dicendo di cercare di non essere volgare. Benissimo. La parola "palle" è stata usata da Berlusconi, il termine "stronzo" da Fini, ma non per questo mi scandalizzo. I problemi politici sono altri. Il blogger "B" dichiara di non leggermi, e sono lieto per lui (così non lo infastidisco), e pretende di sapere che cosa io scrivo sbirciando soltanto i titoli dei post. Ammiro la sua perspicacia.

Posso ripetere la gentile preghiera di ieri? Lasciatemi fuori dalle vostre beghe personali. Lo dico perché in passato qualcuno in ambito "Stampa" c'è andato giù pesante. Il 14 dicembre 2007, un lettore mi scrisse: «Ohibò Montanari. Per colpa di un "Troll" un pochino spocchiosetto, se mi consente, vorrebbe chiudere il blog? Ma lasci perdere, se "allergico" non deve far altro che continuare la discussione con i toni ed il rispetto che la distingue”.

Due anni prima, qualcun mi aveva fatto chiudere un sito, dichiarandomi sottoposto a duplice procedimento penale per diffamazione.
Nel 2007 il sito fu riaperto quando al gestore inviai la foto della prima pagina di un giornale con la notizia che chi aveva fatto fare quella dichiarazione era stato arrestato (poi avrebbe patteggiato due o tre anni di galera...).

Quest'anno il tizio del 2007 è tornato alla carica, scrivendo infamie in luogo che il blogger "B" credo conosca bene.

[12.12.2009, anno IV, post n. 352 (1072), © by Antonio Montanari 2009. Mail.]

Divieto di sosta. Antonio Montanari. blog.lastampa.it
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11 décembre 2009 5 11 /12 /décembre /2009 17:00
I fatti mi danno ragione. Berlusconi porta al tramonto la democrazia nata nel 1948



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Ho intitolato "Ultimo round" un post del 27 novembre scorso. Il sommario era questo: "Napolitano preoccupato, Berlusconi deciso ad ottenere l'immunità giudiziaria. Come tramonta la democrazia nata nel 1948".

I fatti mi danno ragione. Berlusconi porta al tramonto la democrazia nata nel 1948. Ieri c'è stato il discorso dell'"uomo con le palle" fatto dal cavaliere (le palle sono le sue) a Bonn davanti ai parlamentari europei del PPE.

Alla reazione allarmata del Quirinale di ieri ("violento attacco contro fondamentali istituzioni di garanzia volute dalla costituzione italiana"), oggi Berlusconi replica  alzando ancora di più il tono. In pratica viene meno, lui come capo del governo, al rispetto che deve in base alla Costituzione al capo dello Stato ed alla Corte costituzione. Berlusconi oggi dice: "Napolitano pensi all'uso politico della giustizia contrario alla democrazia e alla libertà".
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Siamo all'ultimo round, sul serio. Intanto Napolitano replica indirettamente (in un messaggio al movimento di Rutelli) non con il guanto di sfida, ma con un ulteriore invito ad uscire dalla "contrapposizione esasperata". Però ormai la frittata di Berlusconi è fatta. A lui non interessa il dialogo, ma appunto soltanto di mostrare di avere le palle, cancellando la democrazia del 1948. Ultimo round. E' suonato il gong.

[11.12.2009, anno IV, post n. 351 (1071), © by Antonio Montanari 2009. Mail.]

Divieto di sosta. Antonio Montanari. blog.lastampa.it
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11 décembre 2009 5 11 /12 /décembre /2009 16:28
Colleghi blogger, non mi tirate in ballo per le vostre beghe personali



Vorrei, se mi è concesso, rivolgere una gentile preghiera a tutti i blogger del gruppo de "La Stampa", a lasciarmi fuori dalle loro beghe personali.

Ieri sera ho avuto segnalazione da Google (notoriamente non è una spia prezzolata) che in un post si diceva che il sottoscritto ed un altro collega sono stati oggetto di una specie di lamentazione presso la Redazione della "Stampa" per il contenuto dei loro testi... E ciononostante continuano ad apparire come ospiti fissi della pagina di "Politica"...

Ho inserito un breve commento a quel post per "scagionare" chi veniva considerato autore di lettere contro il sottoscritto alla "Stampa" («Posso garantire che Antonio Cracas non ha "mai scritto alla redazione de La Stampa per gli articoli" del sottoscritto. Chi lo fatto lo ha pubblicamente dichiarato. E non è lui. Questo per rispettare la verità.»).

Non voglio polemizzare con nessuno, ma appunto soltanto invitare chi non gradisce quanto scrivo di girare pagina elettronica, di guardare e passare e di non curarsi di me.
Dico questo non per scortesia, ma semplicemente perché, con esattamente 50 anni di attività pubblicistica alle spalle, non pretendo che nessuno mi abbia letto anche in passato, per constatare come le critiche odierne a chi ci governa possano trovare analogie con testi legati a diverse maggioranze governative, e composti in sì lungo arco di tempo.

Se poi la Redazione della "Stampa" non gradisce (autonomamente) i miei testi, ha tutto il diritto di cancellare il mio blog (nato il 19.11.2005). Per ora molto di rado segnala i miei post per evitare (immagino) le proteste dei colleghi che non li gradiscono. Non importa. Il mese scorso per un post ho avuto oltre un migliaio di lettori attraverso altri indici...
A quanti hanno tentato sinora diffamazioni e "denunce" contro questo blog, ho dedicato una sezione (colonna di destra), intitolata "Veri Montanari".

Un minimo di decenza dovrebbe guidarci. Non pubblico le oscenità che ricevo, come quella di una pornostar che mi vorrebbe far rimediare qualche querela dalla famiglia del presidente Berlusconi. Ho cestinato, e la signora mi ha onorato di divertenti scurrilità. Che mica mi scandalizzano. Se ci trovassimo tu per tu, potrei gareggiare con onore con la signora. Memore del fatto che studentello fresco fresco all'Università mi fecero studiare le parolacce di padre Dante nella "Commedia".

Ho fatto un'eccezione alla regola, per "Fracasso" (o ci sono altre consonanti nel suo nome?) che mi ha invitato ad andar a farmi fottere, in risposta al tema degli scandali nascosti del Vaticano. Caro Fracazzo in particolare, cosa vuoi difendere con il tuo linguaggio...

Cari esagitati in genere. Se questo è il massimo della vostra cultura siamo messi proprio bene, e vi meritate tutti quelli che vogliono dimostrare di avere le palle, per dirla con il cavaliere. Ma se lui è il vostro autoritratto, voi non avete né i soldi né il potere che lui ha meritatamente grazie a voi.

Internetriotta

[11.12.2009, anno IV, post n. 350 (1070), © by Antonio Montanari 2009. Mail.]

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10 décembre 2009 4 10 /12 /décembre /2009 17:00
"Dove si trova uno forte e duro con le palle come Silvio Berlusconi?", dice Silvio Berlusconi

Berlusconi385_313298a


E' stato tutto un rotear di palle nella politica odierna. Principia da Bonn il capo del Governo: che palle che hai Silvio, penserebbe a suo dire la gente di lui.
Queste le testuali espressioni usate da Berlusconi: «Abbiamo una maggioranza coesa e forte e un premier super. C'è una sinistra che ha attaccato il presidente del Consiglio su tutti i fronti inventandosi delle calunnie su tutti i fronti, ma chi crede in me è ancora più convinto. Tutti si dicono: "dove si trova uno forte e duro con le palle come Silvio Berlusconi?"».

Risponde da Roma un fumetto sopra il volto del presidente della Repubblica, con un "Che palle" di significato non uguale bensì contrario, a testimonianza che Napolitano non ha digerito ovviamente il progetto berlusconiano annunciato a Bonn: la maggioranza "sta lavorando" ad "una riforma della Costituzione".

Comunicato ufficiale del Quirinale: "In relazione alle espressioni pronunciate dal presidente del Consiglio in una importante sede politica internazionale, di violento attacco contro fondamentali istituzioni di garanzia volute dalla costituzione italiana, il presidente della repubblica esprime profondo rammarico e preoccupazione".

Infine, un "Che palle" di significato uguale ma contrario a quello di Napolitano, da parte del leader maximo contro Fini (che aveva detto che le parole del premier "non possono essere condivise"). Un Berlusconi tra l'isterico e l'insofferente replica: "Sono stanco delle ipocrisie". Si figuri noi, quanto siamo stanchi di sentire queste sua canzonetta dell'Italia in mano al partito dei giudici di sinistra... Ne abbiamo piene le palle, tanto per usare lo stesso linguaggio alato.

[10.12.2009, anno IV, post n. 349 (1069), © by Antonio Montanari 2009. Mail.]

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9 décembre 2009 3 09 /12 /décembre /2009 16:57
Il governo arresta i mafiosi. Che sono amici degli oppositori di Berlusconi



Brambilla Anche ieri sera ci è stata offerta da un ministro della Repubblica una bella favola per farci andare a letto felici e contenti. Il governo fa arrestare i mafiosi.

E fin qui passi, è una balla talmente grossa che è lecito raccontarla in tivù. Dove ormai la recita è così assurda e violenta che nulla più meraviglia. La ministra Brambilla sa che non sono i governi a far arrestare i mafiosi.

La ministra Brambilla ha pure sostenuto che le notizie divulgate in tutto il mondo dalle tivù presenti a Torino per ascoltare le ultime parole famose di un pentito, danneggiano il nostro turismo, il nostro artigianato, la nostra industria, la nostra immagine all'estero e la nostra economia all'interno.

Se queste cose le avesse espresse con retorica accademica qualche polveroso autore di romanzi per signore in avanzata decadenza, le avremmo potute giustificare.
Il ministro del Turismo racconta che l'immagine dell'Italia è danneggiata non dagli scippi che avvengono in certe località, o che l'arrivo di imprenditori esteri nel nostro Paese è ostacolato da mille problemi tra cui la mafia, legati ad uno Stato che funziona come un tram a cavalli diretto sulla Luna. Ebbene, questa versione dei fatti, fornitaci dalla signora Brambilla, è la negazione dei fatti stessi.

Brambillab1Infine, che la ministra di un governo presieduto da un grande imprenditore della televisione parli "male" della televisione, è un aspetto inutile da sottolineare, ma importante da mandare a mente per comprendere a quale punto di involuzione logica siano arrivati nei loro discorsi i signori del governo.

Tra i quali troviamo anche chi, a proposito di due mafiosi arrestati, li ha definiti amici degli avversari del loro idolo di palazzo Grazioli. Per essere all'altezza della situazione, il giornale di famiglia del capo del governo non ha potuto non titolare: "In piazza gli amici di Spatuzza". Ovvero le magnifiche sorti e progressive dell'Italia.

Concorso (senza premi). Domanda: chi ha detto (ed a chi si riferisce la frase): "Si servirà di donne abili a creare scandali e a screditare politici...."?

Vecchia_btambilla

Tutto su Michela Vittoria Brambilla in questo blog. La foto da Ballarò non è di ieri sera.

[09.12.2009, anno IV, post n. 348 (1068), © by Antonio Montanari 2009. Mail.]

Divieto di sosta. Antonio Montanari. blog.lastampa.it
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