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21 octobre 2008 2 21 /10 /octobre /2008 17:10
Statisottobrewikio Ho scoperto le ragioni della mia classifica in Wikio. Sono arrivato al secondo posto il primo maggio  2008 grazie a "due citazioni due" ricevute rispettivamente il 14 ed il 31 marzo. La seconda citazione vale doppio, chissà perché, per cui alla fine le citazioni inviatemi da Wikio per mail sono appunto tre.

Tutto qui.
14 marzo. In "cattivamaestra" dei blog della Stampa è linkato un mio post.
31 marzo. Fuori dei blog della Stampa, in quello privato di Vittorio Pasteris, è citato il mio testo del 28 marzo sera sulla convention novarese: "Non si sente nulla". Tutto qui.

Ed allora? Questa sarebbe la famosa "autorevolezza"?
Wikio non sa ad esempio che un mio post è stato citato in giugno dal "Corriere del Mezzogiorno"....
Per favore, caro Wikio, se la mia "autorevolezza" deve dipendere dalla frase "Non si sente nulla" ripetuta due volte (pari al 66,666...% delle mie citazioni), facciamo finta di non esserci incontrati mai. Si scrivono migliaia di pagine serie e si passa alla storia per quella battuta "Non si sente nulla"...

Altri post sul tema in questo blog si leggono qui e qui.


[21.10.2008, Anno III, post n. 321 (698), © by Antonio Montanari 2008]
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20 octobre 2008 1 20 /10 /octobre /2008 17:35
Veltroni Walter Veltroni è afflitto dalla sindrome dell'ultimo km che colpisce i ciclisti in vista del traguardo. Sgomita, era un uomo solo al comando, il gruppo lo ha raggiunto, cerca di farsi largo per arrivare primo.
Ha "oscurato" Prodi, scacciato la sinistra di Bertinotti e quant'altri. Gli era rimasto al fianco il solo Di Pietro: adesso una spinta anche a lui per mandarlo fuori strada. E poi a chi toccherà? Si farà lo sgambetto da solo. Anzi se lo è già fatto.

Ieri sera da Fabio Fazio Veltroni era rilassato e sorridente. Maschera bene oppure non si accorge che le cose si mettono male per la sua "maglia rosa" (in senso politico oltre che in metafora ciclistica).

Negli Usa un avversario di Obama gli è andato incontro, e non si tratta dell'ultimo arrivato.
Powellobama Colin Powell è l'uomo che ricorda il 2 febbraio 2003 come il giorno più umiliante della sua vita (mostrò le prove false per avviare la guerra all'Iraq).
E' l'uomo che passando da Bush ad Osama ha dimostrato come le scelte individuali debbano dipendere soprattutto da interessi superiori: "In questo momento della storia abbiamo bisogno di un cambio generazionale".

Anche l'Italia ha bisogno di un cambio generazionale. Ha bisogno pure che si dica che nel lodo Alfano c'è un articolo già dichiarato incostituzionale dalla Consulta. Non si può chiudere il discorso, considerando che il lodo Alfano sia una fissa di Antonio Di Pietro. E' da questo punto che occorre ripartire. Anche noi abbiamo bisogno di un "cambio". Non basta ripetere la formula del "pensiero unico". Occorre avere i voti. Sinora Veltroni è riuscito soltanto a perderli, chiudendo l'esperienza prodiana dopo due anni.

[20.10.2008, Anno III, post n. 320 (697), © by Antonio Montanari 2008]

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20 octobre 2008 1 20 /10 /octobre /2008 16:42
Francesco Sberlati, nato a Rimini 42 anni fa, è uno studioso di Letteratura italiana. Insegna all'ateneo di Bologna, ha avuto numerose esperienze didattiche negli Usa, nel solco di una tradizione di scambi culturali avviati mezzo secolo fa da Ezio Raimondi.

Di recente ha pubblicato un saggio intitolato "La ragione barocca. Politica e letteratura nell'Italia del Seicento" (ed. Bruno Mondadori). E' un libro molto importante.
S'inserisce nel filone degli studi innovativi sul Barocco aperti dallo stesso Raimondi e continuati a Bologna da Andrea Battistini. Battistini nel 2000 al Barocco ha dedicato un volume in cui ne esamina "cultura, miti ed immagini".

Battistini definisce il Barocco "una civiltà densa di futuro". Sberlati sviluppa questo tema con un'analisi che racconta ma che non vuole condensare in formule definitive. Proprio nel capitolo intitolato alla "civiltà" del Seicento, Sberlati termina il discorso in modo "aperto" parlando dell'"insoluto mistero del Barocco".
Sberlati dimostra tutta la sua capacità critica lungo i vari capitoli, portando il lettore a decifrare in modo originale e convincente autori e questioni ad essi legate.

Sberlati segue proprio la "linea" di Raimondi che definì il Barocco come "anche segno di razionalismo" (1995, "Il colore eloquente"). E sembra proprio che da Raimondi sia mutuato il senso del titolo, "La ragione barocca", per indicare le novità del suo approccio di studioso della nostra letteratura.
Quella "Ragione" che si vuole far nascere soltanto nel 1700, Sberlati la ricerca nel Barocco come segno di un futuro che sta sorgendo, dando così uno scossone alle idee convenzionali su quel secolo di cui racconta anche i fatti più ricchi di conseguenze per tutta la società europea.
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19 octobre 2008 7 19 /10 /octobre /2008 16:37
Fabiofazio Per favore, Fabio Fazio, nessuna nostalgia delle case del popolo del dopoguerra, come lei ha dimostrato invece di nutrire, ieri sera colloquiando con Gianni Morandi, e soprattutto nessuna nostalgia dei ritratti di Lenin e Stalin che sono stati ricordati appesi a quelle pareti, come se si trattasse di belle immagini consolatorie per la memoria del passato nella tristezza del presente.

La nostalgia frega sempre. Basti ricordare che con il termine nostalgici sono sempre stati chiamati quelli che suggerivano o sentenziavano: "Si stava meglio quando si stava peggio".
Che un giovane intellettuale come lei, caro Fazio, faccia quella faccia parlando di quei ritratti di Lenin e Stalin (per non parlar di Togliatti...), è una scena involontariamente comica per un discorso serio.

Lasci perdere quel tono di rimpianto adatto alle canzonette di Gianni Morandi di mezzo secolo fa, e si legga il libro di Mirella Serri su "I profeti disarmati". Ovvero quegli intellettuali che non furono né comunisti né democristiani, nell'epoca difficile del dopoguerra, quando ci fu "una lotta fratricida feroce e cruenta" come la stessa Serri ha detto al "Corriere della Sera" del 16 ottobre scorso.

Oggi li chiamerebbero terzisti, con una punta di disprezzo, dimenticando che l'operazione di predominio comunista si è lentamente camuffato nella parodia del compromesso storico che prende il nome di Pd. Un partito che non sa che pesci pigliare perché ignora che la laicità da "profeti disarmati" è necessaria come l'aria, per la politica.
Nel Pd si assommano due chiese, quella delle Botteghe oscure e quella di piazza San Pietro, tanto che il manifesto per la manifestazione di sabato prossimo offre appunto l'immagine di una folla che ascolta il papa... Più che un errore, una beffa ben congegnata?

[19.10.2008, Anno III, post n. 319 (696), © by Antonio Montanari 2008]

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19 octobre 2008 7 19 /10 /octobre /2008 16:36
Carlolucarelli Se la storia non si ferma a Marzabotto durante la guerra, ma coinvolge la politica della Repubblica democratica nata dalla Resistenza...
Martedì sera va in scena al teatro Duse di Bologna un testo di Carlo Lucarelli che, partendo dalla strage di Marzabotto, ricostruisce la vicenda post bellica del cosiddetto "armadio della vergogna".

Rimasto chiuso per mezzo secolo (1944-1994), esso custodiva alla Procura generale militare di Roma, documenti sull'eccidio, 770 vittime, in gran parte donne bambini preti.
Spiega Lucarelli: "I fascicoli rimasero nell'armadio e non permisero di istruire i processi contro i militari perché, in tempi di guerra fredda, era subentrata la ragion di Stato che impediva di mettere in imbarazzo il nuovo alleato germanico funzionale alla comune lotta contro i Paesi comunisti del patto di Varsavia".

Altra vicenda politica del dopoguerra. Giovanni Sedita su "Nuova storia contemporanea" ricostruisce i processi a Nicola Pende e Sabato Visco, docenti epurati perché firmatari del "Manifesto della razza" del 1938.
Come spiega Dino Messina "nessuno pagò", ed alla fine "la politica razziale del regime risultò senza razzisti".

Morale della favola. Chi muore giace e chi vive si dà pace, dice un vecchio adagio sempre attuale. La Storia sembra essere fatta apposta per confermarlo.


Fonti: le parole di Lucarelli sono riprese da un servizio di Anna Tonelli su "Repubblica di Bologna" di oggi. L'articolo di Dino Messina è apparso sul "Corriere della sera" di oggi.

[19.10.2008, Anno III, post n. 318 (695), © by Antonio Montanari 2008]

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18 octobre 2008 6 18 /10 /octobre /2008 17:25
Crozzala7 "Non è colpa mia se Berlusconi mi ha citato nel discorso di insediamento. Segno che un comico può diventare presidente del Consiglio. E viceversa". Le parole di Maurizio Crozza rimandano all'eterno dilemma esistenziale: come fare a distinguere la comicità?
Come separare il Nerone di Ettore Petrolini dalla sua fonte storica? Questa volta il ricordo del passato è superato dall'immediatezza del presente. Siamo noi a confonderci, chiedendoci se la macchietta sia il comico o viceversa.

Paolo Guzzanti ha rivelato che qualcuno molto in alto aveva deciso in Forza Italia" di massacrarlo e dargli il "colpo di grazia".
Gli ho mandato un messaggio, a cui ha pubblicamente risposto.
Gli ho spiegato una questioncella privata: avevo parlato di lui in un post ("Mal di stomaco"). Il post era stato segnalato in home, poi il giorno dopo tolto dall'elenco.
Mi ha risposto Guzzanti: "Provo sempre più nausea".Guzzantistampa

E' un po' come la storia comica di Crozza: il politico imita il comico. Qui, con Guzzanti, il governativo dice quello che dovrebbe dire un oppositore.

Morale della favola. La comicità è in se stessa  essenzialmente tragica. Di che cosa si potrebbe ridere spensieratamente?


[18.10.2008, Anno III, post n. 317 (694), © by Antonio Montanari 2008]

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18 octobre 2008 6 18 /10 /octobre /2008 10:50
Ho inviato a Paolo Guzzanti questo commento per il suo blog:
Il 9 ottobre mattina inserivo nel mio blog “politico” sulla Stampa un post (”Mal di stomaco” ) in cui scrivevo pure di lei, in questi termini:
“Ieri il senatore Paolo Guzzanti (Pdl), a cui di recente è stata tolta la scorta, ha dichiarato che il Berlusconi difensore di Putin sulla Georgia, lo fa “vomitare”. Dunque pure lui si sta lentamente accorgendo del trionfo del “pensiero unico” nella politica? Questi signori, sia del governo sia dell’opposizione, debbono avere i riflessi meno lenti. Intanto su Guzzanti piovono le solite accuse da “pensiero unico”: ha distorto la realtà, non si parla così al capo del governo…”.

Nel pomeriggio il mio post veniva segnalato in home della Stampa.it.
Il giorno dopo, la segnalazione dl mio post era cancellata come ho reso noto in quest’altro post.
Da quello che lei racconta sul suo blog, credo di aver individuato il motivo della rimozione. Ciò mi spinge ad esprimerle tutta la mia solidarietà, anche se nel passato non ho condiviso certe sue battaglie. Auguri.

Antonio Montanari

GUZZANTI mi ha risposto: "GRAZIE DI TUTTO. PROVO SEMPRE PIU’ NAUSEA. UN SALUTO."

I post citati si trovano anche su questo blog:

"Mal di stomaco" e "Segnalati di ieri".


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17 octobre 2008 5 17 /10 /octobre /2008 17:26

Fanciullina

Domenica prossima, 19 ottobre, dalle 10 in avanti, alla Sala Gramsci di San Mauro Pascoli (FC) si parla del "Giovane Pascoli".

Sul tema rimandiamo a questa nostra pagina speciale relativa al "Pascoli riminese". Il testo completo si legge anche in questo blog partendo da questo post.


[17.10.2008, Anno III, post n. 316 (693), © by Antonio Montanari 2008]
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17 octobre 2008 5 17 /10 /octobre /2008 12:26
20081014phptpst Grazie ad Estelle per le due risposte.
Pur non essendo coraggioso, ma soltanto curioso (scusate, ma che c'entra il coraggio con le discussioni scientifiche?), ho letto il blog del prof. francese Jean Veronis.



In una pagina molto interessante, ho ricopiato due frasi:
1. "...le Web est un univers compliqué".
2. "Le nombre de rétroliens que chaque blog reçoit (les backlinks, comme on dit en bon franglais). C’est ce qu’on appelle l’ «influence», à tort ou à raison, mais le mot est consacré".

Faccio due considerazioni personali.
1. Circa l'universo complicato, l'affermazione di Jean Veronis mi richiama alla mente l'atteggiamento dei dotti antichi che parlavano in latino per non farsi capire da tutti. Dirci che è complicato significa nascondersi dietro la volontà di non spiegare le cose. E' una tipica posizione dogmatica derivante dal potere che si esercita. La cosa fa vagamente sorridere.

2. Backlinks. Da che cosa dipendono? Dalla diffusione di un blog. Allora, se un blog è poco conosciuto diminuirà pure il numero dei backlinks. Per farlo conoscere, occorrono i lettori, i lettori (parlo del nostro sistema) aumentano in occasione delle citazioni in home page.

Infine un'osservazione molto elementare: io sono soltanto un lettore della "Stampa" il cui blog è "ospite". Comazzi, Masera, Gramellini, Spinelli sono firme della "Stampa". Mi fa ridere che io all'ottavo posto sia più citato di loro... che sono fra 11° e 14° posto...

Come vedete, cari amici, non ne faccio una questione personale di rivalità con altri blogger, ma semplicemente (se posso azzardare una parola grossa) di discussione scientifica di un sistema che come tutti i sistemi ha i suoi pregi ed i suoi difetti.

Ma se possiamo parlare anche di questi ultimi, non citatemi l'analisi semantica che non c'entra nulla. Che il prof. Jean Veronis sia docente di semantica, non significa che l'esame fatto da Wikio sia un fatto appunto di semantica: è soltanto il calcolo matematico dei backlinks, da cui deriva giustamente la conclusione che ho citato:  "C’est ce qu’on appelle l'«influence», à tort ou à raison...".

Il termine è scientificamente esatto: ma  l'«influence» nasce dal numero dei contatti, ed i contatti dipendono dalle segnalazioni in home page... come avevo scritto. E se mi tolgono dall'elenco dopo 24 ore, Wikio non c'entra, ma le cause sono appunto altre, come dice lo stesso Jean Veronis. Si vuole che non si sia influenti... Sai che rovina può provocare un blog in un sistema informativo così ampio e complesso in cui quel blog annega nell'indifferenza. Alla fin fine siamo quattro gatti, noi blogger, mica giganti dell'editoria.


[17.10.2008, Anno III, post n. 315 (692), © by Antonio Montanari 2008]

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16 octobre 2008 4 16 /10 /octobre /2008 16:54
Emiliofederete4 I numeri della politica: 7-4=1. Ovvero Europa 7 doveva trasmettere sulle frequenze occupate da Rete 4, utilizzerà canali presi da Rai1. Per la serie: la matematica dei politici è una strana opinione.

Credo ogni giorno di più che abbia ragione Curzio Maltese: in Italia "la Costituzione è già morta e quasi nessuno se n'è accorto".
Forse un giorno avrà ragione Eugenio Scalfari che a Daria Bignardi ha sussurrato di avvertire in Italia una "gran puzza" di fascismo.

Si sta votando per la Corte costituzionale un candidato governativo che è stato "avvocato di Berlusconi e creativo autore di leggi ad personam favorevoli al suo eccellentissimo assistito" (G. D'Avanzo, "Repubblica").
Nella prospettiva della discussione del "lodo Alfano" alla stessa Corte, soltanto se si ammette che "la Costituzione è già morta" si può accettare secondo logica di proporre la candidatura Pecorella.

Il quale ha accusato Veltroni di esprimere opinioni contrarie che sono come "una foglia di fico". Ma non abbiamo ben capito a chi appartengano le vergogne coperte da quella "foglia di fico".

Post scriptum. Oggi il papa ha definito "facili" i guadagni degli scienziati. Forse non si riferiva ai ricercatori italiani, o forse ha ricevuto notizie inesatte da Brunetta.

[16.10.2008, Anno III, post n. 314 (691), © by Antonio Montanari 2008]

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