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13 février 2010 6 13 /02 /février /2010 18:04
Da Chiamami Città, di Rimini,
Tanta gloria e ancor più traversie
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La Compagnia di Gesù arrivò a Rimini “per merito” di un figlio scapestrato

Scrive Antonio Montanari: «Il nobile Francesco Rigazzi, nel 1610 dopo aver diseredato il figlio Giovanni Antonio (“un bastardo criminale”, lo definisce), lascia usufruttuaria la moglie Portia Guiducci. Alla di lei morte, i beni finiranno ai Gesuiti “col patto però, che detti padri siano tenuti a fondare in Rimino un Colegio nel quale siano obligati à gloria di Jddio et à benefitio della mia carissima patria insegnare, et fare tutte quelle operationi, che fanno ne gli altri Colegj d’Italia”. Dal 1627 i Gesuiti cominciano ad operare a Rimini. Nei giorni di Carnevale introducono una novità che provoca proteste: predicano in piazza. Il 14 giugno 1631 aprono la loro prima chiesa nel granaio di Rigazzi, con il nome di San Francesco Saverio. Il 22 agosto, Rigazzi muore. La vedova apre ai Gesuiti un pezzo della sua casa, dove da novembre s’inizia “la scola”».

Fonte: Antonio Montanari, Il Rimino - Quante storie.

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14 janvier 2010 4 14 /01 /janvier /2010 15:00

Da "Romagna oggi" del 14 gennaio 2010:


FORLI' - Il giornalista e scrittore riminese Guido Nozzoli sostenne che la Romagna "è una terra senza confine, che non si riconosce dai boschi, dai monti, dai fiumi, dal clima, ma dalla gente e dalle sue abitudini. Non una regione geografica, dunque, ma una regione del carattere, un'isola del sentimento. Un pianeta inventato dai suoi abitanti".
I modi di vivere e di pensare dei romagnoli che rimandavano ad un passato non tanto lontano e che si riflettono nel paesaggio, nel patrimonio architettonico, nella parlata, nei prodotti agroalimentari ed artigianali, saranno al centro dell'iniziativa culturale denominata "Eria ‘d Rumanga" che si svolgerà venerdì 15 gennaio 2010 presso il Circolo della Scranna, corso Garibaldi 82, Forlì, con inizio alle ore 21,15 e aperta a tutti i cittadini.
Protagonisti della serata saranno Gabriele Zelli che racconterà i tratti caratteristici della Romagna e dei romagnoli, Aurelio Angelucci, al quale è stato affidato il compito di declamare poesie e zirudelle in dialetto, mentre i musicisti Tedi e Vlad  Iftobe eseguiranno brani di Carlo Brighi (Zaclèn), Secondo Casadei e Ferrer Rossi.


Testo pubblicato anche qui.

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13 janvier 2010 3 13 /01 /janvier /2010 16:04
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Il post di ieri, "Bravo ragazzo" è segnalato stasera in home della "Stampa", con un titolo preso dal testo: "La filosofia spiega sempre tutto". Il post si legge anche in questo blog.
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12 janvier 2010 2 12 /01 /janvier /2010 15:42
Ciarlatani dal bell'aspetto che non hanno uso di mondo

Appestato


I bugiardini sono le istruzioni dei medicinali. I bugiardoni sono quei tipi che ti vogliono conoscere, con profondo ossequio al debutto, e poco elegante fregatura alla fine.
Li smascheri con perfida eleganza, cuocendoli a fuoco lento. Proclamano inutilmente la loro correttezza. Che esiste solo nella cassa cranica che invano li accompagna nostro malgrado.

Un tizio mi chiede un saggio per la rivista della società di studi della sua valle. Gli invio una proposta, spiegandone tutto il contenuto. Tarda a rispondere. Poi si giustifica. Doveva avvisare il direttore della rivista.

Mi aspetto che il direttore della rivista mi contatti. Probabilmente si considera troppo alto e nobile per abbassarsi verso uno scrivano plebeo. Non mi contatta. Lo fa nuovamente invece il solito tizio con impareggiabile dialettica. Ma con logica poco attenta agli usi di mondo. Il suo saggio, mi dice, dovrà essere vagliato da un nostro redattore. Non lo ordina il medico, ma è prassi.

Il bugiardone pataccaro s'altera se gli si fa presente che queste non sono norme redazionali valide per un invito, semmai per un'offerta da parte di sconosciuto.

Mia nonna Lucia avvertiva i fenomeni sismici, indicandone l'origine sulle carte geografiche. A me succede con i ciarlatani dal bell'aspetto. Sento la loro puzza, anche se non li conosco di persona o se sono lontani.

[12.01.2010, anno V, post n. 17 (1108), © by Antonio Montanari 2010. Mail.]

Divieto di sosta. Antonio Montanari. blog.lastampa.it
© RIPRODUZIONE RISERVATA[/COPYRIGHT]

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12 janvier 2010 2 12 /01 /janvier /2010 10:20
Corriere_12.01.2010

Dal "Corriere Romagna" di oggi 12 gennaio 2010, edizione di Rimini.
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29 novembre 2009 7 29 /11 /novembre /2009 17:10
Nonno ucciso all'assedio di Pavia, 1528. Fratello decapitato a Roma come brigante, 1587. Altro fratello fatto trucidare da Cosimo de' Medici presso Famagosta, 1564. Gli aveva sedotto una figlia già promessa in sposa al duca di Ferrara e poi avvelenata dal padre.

Lui, Giacomo Malatesti vendica questo fratello, e poco dopo si sposa lietamente, 1565. E' nato a Firenze nel 1530. Diventa marchese di Roncofreddo e conte di Montiano, terre di Romagna. Fa il soldato di ventura come tanti altri "signorotti" locali.

Ha ragione Anna Falcioni (che ha curato anche questo XXI volume della storia delle signorie malatestiane, per Bruno Ghigi Editore in Rimini): la partita politica si gioca ad alti livelli "e la piccola nobiltà si presta soprattutto come forza mercenaria [...] ma è completamente tagliata fuori dalle decisioni che contano".

Nella presentazione di Anna Falcioni, rileggo con piacere le parole (1961) di Romolo Comandini che definisce Giacomo Malatesti "rappresentante tipico della Controriforma che familiarizza con gli esponenti più in vista di quella singolare epoca", con "l'amore della fama, anzi della gloria che si può conseguire con la nobiltà delle opere".

Comandini è stato uno studioso che  (in tempi non sospetti, direbbe un  commentatore politico), ha aperto nuove piste sulla storia locale, facendone non un mondo lontano dagli avvenimenti nazionali, ma anzi rivelandone agganci e collegamenti, con una sagacia critica che è sottolineata ancor oggi. Come dimostra la citazione da parte di Anna Falcioni.
E ciò conforta la memoria di chi come il sottoscritto fu in anni lontanissimi suo allievo di Scuola media, ricavandone un'impronta fondamentale nella propria esperienza umana e di studio.

Giorgio Bolognesi racconta tra le altre cose, nell'ampia sezione sulla vita politica e militare del Nostro, anche la partecipazione di Giacomo alla crociata contro i Turchi, e la sua prigionia a Costantinopoli (1571): nudo, con i ceppi ai piedi, incatenato ad altri compagni di sventura.

A Paola Errani e Claudio Riva si deve la narrazione di una vicenda locale, la Compagnia delle Sacre Stimmate.

Gian Paolo Giuseppe Scharf esamina infine l'epistolario di Giacomo con i duchi di Urbino, concludendo che i legami con i potenti servivano al Malatesti "anche a sistemare la propria famiglia all'interno della nobiltà".

Dalle lettere, conclude Scharf, si ricava come ormai l'ideale rinascimentale del gentiluomo fosse slegato dall'ambiente di corte.
A testimonianza di una crisi politica generale che ben si rispecchia nell'esperienza di Giacomo Malatesti.

Anna Falcioni, oltre ad aver curato tutti i volumi della storia delle signorie malatestiane, ha redatto anche le seguenti voci per il "Dizionario Biografico degli Italiani" (ed. Treccani, Roma 2007):

Malatesta (de Malatestis) della Penna, pp. 66-68.
Malatesta da Verucchio, pp. 68-71.
Malatesta Paolo, pp. 101-103.
Malatesta Giovanni, pp. 53-56.
Malatesta Malatestino, pp. 71-74.
Malatesta Pandolfo I, pp. 84-87.
Malatesta Ferrantino, pp. 34-37.
Malatesta Antico detto Guastafamiglia, pp. 74-77.
Malatesta Leale, pp. 63-64.
Malatesta Galeotto, pp. 40-44.
Malatesta Ungaro, pp. 44-47.
Malatesta Pandolfo II, pp. 87-90.
Malatesta dei Sonetti, pp. 77-81.
Malatesta Galeazzo, pp. 37-40.
Malatesta Pandolfo, pp. 95-97.
Malatesta Carlo di Rimini, pp. 17-21.
Malatesta Carlo di Pesaro, pp. 21-23.
Malatesta Pandolfo III, pp. 90-95.
Malatesta Galeotto Belfiore, pp. 47-49.
Malatesta Galeotto Roberto, pp. 49-51.
Malatesta Sigismondo Pandolfo, pp. 107-114.
Malatesta Roberto, pp. 103-107.

Malatesta Pandolfo IV, pp. 97-101.

 

ALL'INDICE delle pagine storiche presenti su "RIMINI SI RACCONTA"

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21 octobre 2009 3 21 /10 /octobre /2009 14:39
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18 octobre 2009 7 18 /10 /octobre /2009 09:32
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3 octobre 2009 6 03 /10 /octobre /2009 17:00
Chi ha voluto incastrare Ravaioli, primario ospedaliero e primo cittadino di Rimini?

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Inchiesta a Bologna, false ricette, sei arresti, 49 indagati, reati ipotizzati dall'associazione a delinquere alla corruzione: in due anni e mezzo, guadagni illeciti per un milione e 200 mila euro. Coinvolti otto medici  dell'Ospedale civile della mia città, Rimini, fra cui un primario che è pure sindaco, Alberto Ravaioli (foto newsrimini.it).

Ieri pomeriggio Ravaioli si è dichiarato "completamente estraneo" alla vicenda: "Mi giungono confuse notizie su presunte truffe all'interno della Sanità, dalle quali mi dicono gli organi d'informazione trapelerebbe anche il mio nome. Non ho al riguardo nulla da nascondere, né ho mai violato le leggi e l'etica professionale. Dunque mi dichiaro completamente estraneo alla vicenda".

E poi si è appreso da fonti di stampa che egli sarebbe coinvolto per aver firmato "poche" tra quelle ricette utilizzate nel raggiro al Sistema sanitario nazionale, mediante indebiti rimborsi per farmaci costosissimi.

Beh, che uno si sporchi le mani con "poche" false ricette per ricavarne al massimo in regalo un lucchetto per la bicicletta, è una di quelle notizie che fanno ridere e spingono a sospettare subito un tranello ai danni del sindaco Ravaioli.

Se le ricette fossero state centinaia, la sospensione di giudizio sarebbe stata necessaria. Ma quella indicazione di "poche" ricette dà la certezza matematica che Ravaioli è estraneo ad ogni truffa. E soprattutto induce a credere che qualcuno lo abbia voluto coinvolgere in questa vicenda.

Chissà quante carte firma in ospedale ogni giorno un primario, ed infilargli fra esse in vari momenti alcune ricette false può essere stato un giochetto da ragazzi.

Quindi, auguri al sindaco e soprattutto auguri alla città: perché una cosa è la discussione politica senza timori reverenziali, ed un'altra è una trappola.

[03.10.2009, anno IV, post n. 284 (1004), © by Antonio Montanari 2009. Mail.]

Divieto di sosta. Antonio Montanari. blog.lastampa.it
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1 octobre 2009 4 01 /10 /octobre /2009 16:00
Un riminese medico cooperante a Pechino con la moglie

Blog_pechino_cecchi



Tre italiani alla parata per i 60 anni della Cina popolare. E' un titolo del "CorSera" di stamani, grazie al quale ritrovo un vecchio amico d'infanzia.

L'articolo annuncia che uno dei tre connazionali invitati alla festa di Pechino è un mio concittadino, il medico Pierluigi Cecchi, 65 anni, che da dieci vive con la moglie Rosalba in Cina.

Per la cooperazione sanitaria avviata con l'Italia, Cecchi ha ricevuto nel 2007 dal sindaco di Pechino il premio "Grande Muraglia".

Auguri e complimenti, Pierluigi, se qualcuno ti fa sapere di queste poche righe.

[01.10.2009, anno IV, post n. 280 (1000), © by Antonio Montanari 2009. Mail.]

Divieto di sosta. Antonio Montanari. blog.lastampa.it
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