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14 mai 2009 4 14 /05 /mai /2009 16:00
"Invidia e odio nei confronti di un presidente del Consiglio che ha raggiunto il massimo storico della fiducia dei cittadini: sono palesi i motivi della campagna denigratoria che la Repubblica e il suo editore stanno conducendo da giorni contro il presidente Berlusconi".

Così Palazzo Chigi risponde alle dieci domande dieci poste stamani al presidente del consiglio da un articolo di Giuseppe D'Avanzo, che non contiene nessuna rivelazione particolare, ma è solo un esame logico che ogni persona di buon senso ha fatto in questi giorni, se non è accecata dalla fede nel soprannaturale Silvio-Madonna di Pompei che appare in sogno a Napoli prima di recare in dono preziosi ornamenti, e domina l'Italia tranne che a casa della ormai ex moglie.

Ma il comunicato di Palazzo Chigi non è una risposta, è una pernacchia (non troppo delicata), perché personalizza questioni strettamente pubbliche. Invidia ed odio sono due sentimenti che Palazzo Chigi può attribuire a tutti gli italiani che ragionano con la loro testa? Oppure pretende, il medesimo Palazzo, che si presti fede a quanto si tenta di spacciare come verità dogmatiche?

Dobbiamo essere grati all'on. avv. Niccolò Ghedini che ci ha rivelato una di quelle verità teologiche su cui gente in malafede e senza arte né parte si arrovella da mane a sera: "Dobbiamo intenderci: seimila euro (ovvero aggiungiamo noi, il valore del regalo alla signorina in fiore di Napoli) per Berlusconi non equivalgono certo a seimila euro per un comune mortale".

Se l'on. avv. ha così parlato, speriamo che non lo abbia fatto nella segreta speranza di suscitare invidia nei confronti del soggetto del discorso.
Al leader, che viaggia sempre con tanti regali da seimila euro in tasca da distribuire a destra ed a centro-destra, ha dedicato oggi un commento Piero Ottone, sempre sul foglio che nutre odio ed invidia per il cavaliere-imperatore.

Ottone ha scritto che Berlusconi "non è la persona adatta" per migliorare l'Italia: glielo impedisce la sua "arroganza del potere". Che gli fa proiettare sul Paese l'immagine di un padrone, ovvero se stesso.
In un passo precedente Ottone ha scritto che Berlusconi era entrato in politica per "ragioni contingenti, e poco edificanti": "proteggere le sue attività commerciali, tenere a bada le banche che scalpitavano per i suoi troppi debiti, intimorire i giudici che lo volevano in galera". Forse il comunicato di Palazzo Chigi era più adatto a condannare la prosa di Ottone che le domande di D'Avanzo.

Se Berlusconi non risponde alle domande di D'Avanzo, cioè di una grossa fetta dell'opinione pubblica italiana ed internazionale, si assume la responsabilità di apparire ancora una volta non adatto a governare l'Italia: come ha scritto Ottone prima di leggere il pezzo di D'Avanzo.

Sul "Corriere della Sera" di stamani è raccolto lo sfogo indiretto di Miriam Bartolini: l'ormai ex consorte dice alle amiche che Berlusconi cerca di farla passare come inaffidabile in vista dell'iter per il divorzio.
Sinceramente saranno gatte da pelare per l'esimio on. avv. che non potrà dire alla signora quello che ha dichiarato ieri sui seimila euro di Berlusconi che "non equivalgono certo a seimila euro per un comune mortale". Per sganciare il meno possibile alla signora, dovrà dimostrare che i seimila euro di un comune mortale valgono molto di più di quelli di un industriale messo in ginocchio dalla crisi di cui tutti parlano. E che soltanto Lui (l'imperatore) considera dovuta a fattori psicologici.

[14.05.2009, anno IV, post n. 138 (858), © by Antonio Montanari 2009. Mail.]

Divieto di sosta. Antonio Montanari. blog.lastampa.it
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Published by antonio montanari - dans antoniomontanari
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