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19 octobre 2009 1 19 /10 /octobre /2009 17:00
Panebianco alza bandiera bianca: la guerra civile in corso è soltanto "virtuale"



Angelo Panebianco oggi ha scritto una bella pagina di sociologia politica. In cui corregge, con penna delicata ma con mano ferma, le opinioni di quanti vedono la politica di questi giorni in preda ad una rovinosa "guerra civile".

All'inizio dell'editoriale del "CorSera", infatti, alla espressione di "guerra civile" aggiunge l'aggettivo "virtuale" che se allontana il panico dei lettori, certamente suona come un sonora censura a chi, nei giorni scorsi, aveva cercato di spaventare l'opinione moderata.

In un passo successivo Panebianco dice che oggi lo schieramento sconfitto nelle elezioni politiche "non riconosce la legittimità del governo in carica".
Aggiunge onestamente che "la stessa cosa facevano certi elettori dell'attuale maggioranza quando governavano i loro avversari".
Benissimo. Ma, richiamandosi alla verità effettuale, avrebbe dovuto precisare che era stato lo stesso capo della coalizione sconfitta da Prodi, ovvero il cavalier Berlusconi, a parlare di una vittoria ottenuta con brogli elettorali.

La parte più complessa dell'editoriale di Panebianco è nella descrizione dei tre tipi che si incontrano nella minoranza dei cittadini, ovvero quella di quanti sono interessati a seguire "con continuità" le vicende politiche.
I tre tipi sono l'estremista, il fazioso ed il pluralista.

Il pluralista è colui che accetta che ci siano confronto, molteplicità di posizioni e contrapporsi di pareri diversi. Colui che "accetta il fatto che il mondo sia complesso".
Conclude Panebianco: "Quanto più nella minoranza che si interessa con continuità di politica prevale il tipo pluralista, tanto più la democrazia è salda e sicura".

Questo spirito pluralista si sta facendo strada anche tra molti esponenti governativi. L'unico che lo rifiuta (pur interessandosi "con continuità di politica"), è proprio il capo del governo che all'opposizione riserva soltanto offese. Ma questo Panebianco oggi non lo spiega. Siamo convinti che prima o poi dovrà ammetterlo.

Per il momento accettiamo il suo discorso come suggerimento per un sillogismo: se prevale il pluralista, la democrazia è salda e sicura. In Italia oggi il pluralista non prevale, quindi la nostra democrazia non è né salda né sicura.

[19.10.2009, anno IV, post n. 303 (1023), © by Antonio Montanari 2009. Mail.]

Divieto di sosta. Antonio Montanari. blog.lastampa.it
© RIPRODUZIONE RISERVATA

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Published by antonio montanari - dans antoniomontanari
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